INFORMAZIONI
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Camp estivo in collaborazione
con l'Istituto Comprensivo
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di Taormina |
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Le attività di CAMP: contesto ed obiettivi
Le attività estive di SPORT,
consentono
di dare risposte a bisogni
deprivati dei
nostri ragazzi e di porre
inoltre
con forza la questione
del rapporto tra scuola
e vita extrascolastica
e più puntualmente
il problema della relazione
tra scuola ed
animazione estiva.
Più specificamente risulta
evidente che le
attività tese a qualificare
il tempo libero
estivo dei ragazzi rispondono
a bisogni peculiari
di questi ultimi quali
quelli
di comunicazione, esplorazione,
socializzazione,
costruzione, avventura.
Attraverso queste esperienze
è, infatti,
possibile raggiungere obiettivi
educativi
assai importanti e decisivi
per uno sviluppo
sereno ed equilibrato del
giovane ed
in particolare ne indichiamo
alcuni quali:
. L'educazione alla solidarietà;
. L'educazione alla responsabilità
delle
proprie azioni;
. L'educazione al gusto
ed all'importanza
dell'organizzazione;
. L'educazione alla socializzazione
ed all'autonomia;
. Il piacere della conoscenza.
. Il rispetto e la cura
dell'ambiente.
Allo stesso modo si tratta
d'avere presente
la finalità sociale di
questi interventi,
che garantiscono alle famiglie
un servizio
di cura e tutela in un
periodo di chiusura
delle scuole.
Resta di fondamentale importanza
dare piena
visibilità al carattere
educativo e
ricreativo delle esperienze
estive, cercando
di chiarire che cosa questo
significhi,
ed evitare equivoci che
talvolta hanno scambiato
l'educativo con lo
scolastico ed il ricreativo
con l'animazione
di tipo spontaneista. Al
contrario si
tratta di prendere atto
del carattere formativo
insito nelle esperienze
estive e di
chiarire, al contempo,
che questo non comporta
alcuna accentuazione "pedagogica"
e che, in definitiva, una
vacanza è in primo
luogo una vacanza,
durante la quale il ragazzo
deve poter vivere
un'esperienza divertente
ed originale.
La proposta educativa
La nostra proposta educativa
si fonda sui
temi.
1. SPORT quale naturale
modalità di crescita
da bambino a ragazzo
e tende al miglioramento
della propria qualità
della vita e alla
responsabilizzazione.
Le prospettive per raggiungere
lo scopo possono
essere ricercate in
modo alternativo, attuando
un'esperienza
di scoperta che, vissuta
in
prima persona, si traduce
in una massa d'informazioni
ed emozioni
che accrescono ed arricchiscono
la personalità
del giovane.
Sono innegabili le valenze
educative dello
sport, quando questo non
è vissuto come momento
fondamentale dell'esistenza
del ragazzo ma
come un gioco.
Il valore educativo è legato
alla natura
stessa dello sport: un
gioco
basato sull'abilità e sulla
preparazione
individuale e di gruppo,
che ha
riferimenti chiari ed uguali
per tutti, con
i quali ogni soggetto si
deve
rapportare.
Attraverso l'attività sportiva,
che ha come
obiettivo primario il divertimento,
i ragazzi scoprono se stessi
(le proprie
capacità e i propri limiti)
e gli altri (che siano
avversari o compagni
di squadra).
Lo sport, come il gioco,
è un primo test
d'ingresso nella società
dei
grandi, abitua i partecipanti
ad accettare
regole scritte e norme
non
codificate esaltando d'altro
canto la fantasia
e la volontà.
2. Delle capacità e delle
abilità.
Intendiamo proporre una
innovativa metodologia
di lavoro con i ragazzi,
prevedendo giornate di
formazione specifiche
che consentano
di far emergere le capacità
individuali,
favorendo le inclinazioni
caratterizzanti
di ognuno, prospettando
una rosa di attività,
che variano dal
ludico-sportivo al culturale-naturalistico.
Ciascuna di queste esperienze
se viene svolta con modalità
fine a se stessa
non serve a nulla,
mentre se si concretizza
in uno stile di
vita, in una testimonianza
da
portare ad altri ed in
una ricchezza da dividere
con i propri simili porta
ad una crescita dell'individuo.
Va sottolineato,
inoltre, che questa esperienza
rappresenta per questo
tipo di giovane un'occasione
di
evasione da un quotidiano
spesso sofferente,
e per alcuni il primo e
unico "viaggio".
L'età particolare dei giovani
ospiti è comunemente
descritta come
molto critica, poiché alla
ricerca di una
propria personalità e di
saldi
punti di riferimento.
3. Handicap e integrazione.
La struttura del Camp,
priva di barriere
architettoniche e dotata
di percorsi creati per
il trasporto di carrozzine,
consente a giovani con
handicap fisico e non di
trascorrere un periodo
di vacanza in un ambiente
tranquillo in cui esercitare
il fisico e
lo spirito con coetanei,
in compagnia di personale
qualificato e a
loro dedicato.
Lo spirito della vacanza
per il portatore
di handicap è quello
dell'integrazione, per
questo motivo, anche
nei casi più gravi che
richiedono
il rapporto animatore/ragazzo
1:1, si tende
a considerare il
ragazzo parte integrante
e attiva del gruppo,
il ragazzo ha un animatore
dedicato, ma è considerato
parte di un gruppo
di ragazzi.
Gli operatori vivranno
questa esperienza
senza imporre una continua
valutazione
dell'agire dei giovani
(riproponendo così
il modello scolastico da
cui loro
evadono), ma dando valore
all'immaginazione
personale, all'autogestione
delle
attività, alle comuni decisioni
e soprattutto
dovranno affiancare e
incoraggiare il giovane
ad affrontare le
incognite delle esperienze
che andrà a
vivere.
La programmazione degli
interventi
A partire da queste considerazioni
generali
gli interventi sportivi
sono stati
programmati secondo una
metodologia che ha
tre momenti fondamentali
e
sequenziali:
a. Programmazione delle
attività;
b. Gestione delle azioni;
c. Verifica dei tratti
specifici delle stesse.
Ciò non tanto per riaffermare
un'esigenza
di direttività, quanto
per consentire
una maggiore produttività
delle esperienze
stesse. La programmazione
richiesta
infatti, non differisce
di molto dal modello
"curricolare"
classico, poiché le tappe
sono piuttosto
simili:
. L'identificazione dei
bisogni educativi;
. La definizione degli
obiettivi;
. La scelta dei contenuti;
. L'individuazione dei
metodi;
. L'individuazione dei
criteri di valutazione.
Ogni intervento educativo
si pone preventivamente
degli obiettivi, d'altra
parte
pare giusto sottolineare
come gli obiettivi
debbano essere intesi come
impegni
progettuali dell'educatore
al fine di produrre
dei cambiamenti ed un arricchimento
complessivo nei giovani
partecipanti alle
esperienze proposte
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